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 Campli


Il territorio di Campli ha avuto fin dall’antichità insediamenti propri,

come dimostrano i ritrovamenti della necropoli di Campovalano che risalgono al VI – V secolo a.C.
Anche dell’epoca romana ci sono stati diversi ritrovamenti, come il frammento di un'epigrafe dedicata a Giulio Cesare o il frammento di un sarcofago del III – IV secolo d.C. conservato nella chiesa di S. Pietro.
Ma è nel XVI secolo che Campli acquisì potenza e floridezza, quando divenne feudo farnesiano; nel 1520 ebbe il primo teatro d’Abruzzo, e la sua popolazione passò dai 3.700 del 1532 ai circa 5.400 del 1561. Nel 1600 ebbe il titolo di città e vi fu eretto il Vescovato (abolito dopo 218 anni).
 
Tra i tanti tesori di questa cittadina cominciamo dalla Chiesa di S. Maria in Platea .
Questa chiesa eretta nel XIV secolo, presenta una facciata settecentesca opera di Giovanni Fontana da Penne,e una torre campanaria la cui base è romanica, mentre il soprastante prisma ottagonale è di Antonio da Lodi (1474).

 S. Maria in Platea
(Foto D'Angelo)
L’interno, a tre navate, mostra un bel soffitto ligneo dipinto con storie della vita di S. Pancrazio (protettore della città), opera di Donato Teodoro (1713).

Opere interessanti sono l’altare del SS.Sacramento di Sebastiano da Como (1532), un Crocifisso ligneo del Trecento e due tavole di Cola dell’Amatrice (XVI secolo).

La cripta presenta un ciclo di affreschi dell’inizio del ‘400, la sagrestia conserva una tavola con una Madonna attribuita a Giacomo da Campli.

San Paolo
(Foto A. Giansante)
La chiesa di S. Paolo è ricordata soprattutto per la presenza della Scala Santa.
Fu papa Clemente XIV ad attribuire nel 1772 questo privilegio alla città di Campli, grazie al paziente lavoro dell’avvocato Gianpalma Palma, che voleva in questo modo risollevare le sorti della città fiaccata da un lungo periodo di crisi.

Scala Santa
(Foto D'Angelo)
I 28 gradini di legno, da salire in ginocchio, donano ai fedeli l’assoluzione dai propri peccati e, in alcuni giorni l’Indulgenza Plenaria.
Affascinanti le simbologie delle decorazioni. Si sale tra sei dipinti che raccontano momenti della passione di Cristo, si arriva nel Sancta Santorum dove c’è l’altare del Salvatore e si ridiscende (da un’altra scala), in piedi, accompagnati dalle scene gioiose della Resurrezione.

 
La chiesa di San Francesco, costruita nel XIII secolo, presenta un bel portale in pietra calcarea ricco di pregevoli intagli.
L’interno, ad aula rettangolare con arco ogivale in fondo, è ricco di opere d’arte. Appena dopo l’ingresso sono visibili i resti di affreschi della scuola di Giacomo da Campli posti all’interno di due cappelline, le parti di un polittico attribuito a Cola dell’Amatrice e una Croce lignea di scuola trecentesca sospesa a metà ogiva.
Palazzo Farnese

Antico palazzo del Parlamento è detto Farnese in onore della famiglia che governò Campli per due secoli durante i quali la città conobbe il periodo di maggiore splendore.
Costruito nel XIII secolo, ha subito negli anni notevoli cambiamenti e ristrutturazioni.
E’ la sede attuale del Municipio.

 
Il Museo  Archeologico Nazionale d'Abruzzo è situato nell’ex edificio conventuale nei pressi della chiesa di S. Francesco.
Raccoglie i reperti archeologici rinvenuti nella Necropoli di Campovalanonel 1967.
Gli scavi hanno portato alla luce numerose tombe che hanno permesso di di ricostruire, attraverso i corredi funerari, lo stile di vita della popolazione picena.

Molto interessante il quartiere di Castelnuovo, al quale si accede attraverso la Porta Angioina, detta anche Porta Orientale o Porta S. Giovanni, che è ciò che rimane della cinta muraria e dei torrioni che circondavano la città.
Questa Porta poggia sul campanile dell’attigua Chiesa di S. Giovanni, che presenta una semplicissima facciata a capanna della seconda metà del trecento, e un portale ogivale quattrocentesco.
L’interno si presenta diviso in due navate da arcate ogivali, frutto di rimaneggiamenti successivi.
Tra le opere presenti in questa chiesa ricordiamo le edicole poste ai lati dell’ingresso, il Crocifisso ligneo del trecento, gli affreschi ascrivibili alla scuola di Giovanni da Campli e un quadro della prima metà del XVII secolo che rappresenta S. Carlo Borromeo.
Molto interessante anche la copertura policroma a capriate.
Poco lontano dall'abitato di Campli, nella piana di Campovalano, merita una visita la chiesa romanica di San Pietro.

07/02/2013


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