Pescocostanzo
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 Pescocostanzo


Pescocostanzo è un centro di antica origina e il ritrovamento di tombe risalenti al terzo secolo d.C. fanno ipotizzare un insediamento già in età romana.
Il primo nucleo abitativo risale intorno all’anno mille ma è nella seconda metà dell’XI secolo che si incontra il toponimo Pescus Costantii.
Il centro urbano si sviluppò soprattutto dal XIV al XVI secolo grazie al potenziaménto della "via degli Abruzzi", luogo di transito per scambi commerciali e culturali, attraverso la dorsale appenninica, fra il Nord e il sud d'Italia, e passante per l'altopiano delle Cinquemiglia.
Questo sviluppo economico e culturale richiamò nel paese anche maestri artigiani da altre regioni i quali diedero impulso all’artigianato del ferro battuto, del legno, dell’oreficeria, dei tessuti e dei merletti.
Pescocostanzo oggi è una stazione turistica estiva ed invernale.

Palazzo del Comune 
(Foto D'Angelo)
Lungo le sue stradine e piazzette si trovano numerosi palazzi del ‘500 del ‘600 e del ‘700.
Tra questi ricordiamo Palazzo Mosca, della famiglia pescolana di abili artisti del legno. Dal XVI secolo fino al 1860 ospitò una scuola di filosofia, teologia e diritto canonico.
Nel quartiere Varrata si trova il Palazzo Ricciarelli del XVIII XIX secolo, appartenuto al patriota Nicola Ricciarelli, conserva al suo interno splendidi arredi.
Altri palazzi sono il Palazzo Cocco, del XVIII secolo con elegante portale decorato, il Palazzo de Capite, che si distingue per le raffinate opere in pietra e per gli antichi mobili d’arte conservati al suo interno, e il Palazzo Grilli, notevole per la quattro torrette angolari.
Nella piazza principale si trova il Palazzo del Comune, dominato dalla torre con l’orologio, edificato nel settecento e rimaneggiato nel novecento.
Di fronte si trova il Palazzo del Governatore, che oggi ospita la Biblioteca intitolata allo studioso pescolano Gaetano Sabatini.
Nella pizza del municipio si trova una fontana composta da una vasca circolare e un gruppo scultoreo in bronzo.


Santa Maria del Colle 
(Foto D'Angelo)
Molte sono le chiese presenti a Pescocostanzo ma non si può non partire da La Collegiata di Santa Maria del Colle.
Questa chiesa fu ricostruita nel 1466 dopo il rovinoso terremoto del 1456 e fu oggetto di altri interventi nel XVI e nel XVII secolo.
La facciata è a coronamento orizzontale e su di essa si apre il portale del 1558, mentre un portale in stile romanico si trova sul lato destro.
L’interno, barocco a cinque navate, presenta dei bei soffitti lignei a cassettoni; notevole quello della navata centrale dipinto da Carlo Sabatini intorno al 1680.
Di notevole interesse sono l’altare maggiore, il fonte battesimale e la cancellata in ferro battuto della cappella del Sacramento, opera del maestro Santo di Rocco tra il 1699 e il 1705.
La chiesa conserva al suo interno altre opere d’arte come la statua lignea della Madonna del Colle e la pala d’altare di Tanzio da Varallo raffigurante la Madonna di Costantinopoli e Santi. Presso la basilica è stato istituito un Museo della Basilica.


Interno di Santa Maria
del Colle 
(Foto D'Angelo)
La chiesa di Santa Maria del Suffragio dei Morti, si affaccia sulla stessa scalinata della Collegiata. Presenta una facciata a coronamento orizzontale sul quale si apre un portale seicentesco con timpano triangolare. All’interno si trovano un pregevole altare in noce scolpito realizzato da Palmerio Grasso e terminato da Ferdinando Mosca nel 1716, e il soffitto a cassettoni in legno realizzato da Breardino D’Alessandro e Falconio Falconio.
Tra le altre chiese di questo bel paese ricordiamo la chiesa del convento di Gesù e Maria, voluta da Cosimo Fanzago nei primi decenni del XVII secolo per ospitare l’ordine dei francescani. La chiesa presenta un’unica navata coperta da volta a botte ed è scandita da nicchie poco profonde, tre per lato, che accolgono ricchi altari.  L'altare maggiore rappresenta un autentico capolavoro, eseguito su disegno di Cosimo Fanzago tra il 1626 e il 1630.

Cassettoni di Santa Maria del Colle 
(Foto D'Angelo)

Nella piazza del comune si trova l’ex monastero di Santa Scolastica, detto Palazzo Fanzago, edificato su disegno di Cosimo Fanzago , tra il 1626 e il 1642 . La scenografica facciata del monastero, destinato a monache benedettine di clausura, è scandita da sei grandi nicchiecieche in sostituzione delle finestre.

 
 
 
 
 
Nel Palazzo Fanzago è stato allestito il Museo del Tombolo che illustra i risultati più alti dell’artigianato artistico pescolano.
Un po’ fuori del paese, sempre all’interno del comune di Pescocostanzo, si trova il bellissimo Bosco di Sant’Antonio, una faggeta secolare che è stata la prima riserva naturale regionale istituita in Abruzzo. Ad una quota compresa tra i 1300 e i 1400 metri, la faggeta permette di passeggiare in ambiente piacevolissimo, tra i grossi faggi, mentre d’inverno la zona è magnifica per lo sci da fondo.

 

07/02/2013


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